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GIORNATA MONDIALE DELLE MINIERE E DELL´ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE



GIORNATA MONDIALE DELLE MINIERE E DELL´ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE

04/06/2017 22:07:32

27-28 maggio 2017: GIORNATA NAZIONALE DELLE MINIERE E DELL'ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE

l'Associaz..Naz.Ingegneri minerarii,l'AIPA e Assoindustria si sono ricordati di dedicare al patrimonio minerario italiano e agli stabilimenti dove il prodotto minerale veniva lavorato,una giornata di visite e incontri sul tema della riconversione e della sostenibilita' produttiva!
L'isola d'Elba,il Sulcis,la Toscana,l'Emilia condividono con la Sicilia un patrimonio di archeologia industriale per tanti versi abbandonato e inutilizzato!
Chi meglio che dalla Sicilia puo' parlarvi di un modello produttivo fallito ben tre volte fondato sulle miniere di zolfo,sugli stabilimenti di acido solforico,di grandi gallerie del salgemma,di filovie e laghetti per la purificazione dei sali potassici(Casteltermini),dell'estrazione del marmo(Custonaci),della pietra d'asfalto(Ragusa),dei bitume,della raffinazione del petrolio(Gela,Augusta,Siracusa,Milazzo),del metano?E' partita dallo zolfo la prima rivoluzione industriale in Sicilia, tra la fine del 700' e la meta' dell'ottocento,contesa da compagnie britanniche e francesi a far maturare di colpo l'idea di una Sicilia al centro delle rotte mediterranee tra il Canale di Suez e Gibilterra.Poi tra il 1875-1900 con l'epoca Liberty dei Florio che sembrava promettere un grande futuro nella cantieristica e dei commerci mediterranei.Poi con l'autarchia fascista che riesumava le miniere di ferro,piombo,rame nei Peloritani, e infine il boom mancato degli anni sessanta con la Sochimisi,l'Eni,l'Ems,l'Espi tutti poi trasformati in carrozzoni mangiasoldi clientelari! Mi direte :ma che c'entra con lo sviluppo possibile del domani?
L'Assessorato ai beni culturali e ambientali nel 1991 ha tentato di trasformare questo enorme patrimonio di cave,grotte,gallerie,stabilimenti chimici,solfiferi,cartiere ecc. in luoghi di fruizione culturale in modo di salvare almeno i macchinari superstiti intrasportabili.
Parliamo dei "parchi",Gessolungo, La Grasta (situata a sud-ovest di Caltanissetta) e Trabia-Tallarita di Riesi-Sommatino.
Esternamente al bacino solfifero nisseno furono istituiti il museo regionale delle miniere di Agrigento (Ciavolotta), la miniera-museo di Cozzo Disi (Casteltermini), l’ente parco minerario Florisella-Grottacalda (Enna, Aidone, Piazza Armerina, Valguarnera) ed il museo e parco archeologico-industriale della zolfara di Lercara Friddi . La legge tuttavia è restata in gran parte inapplicata ,poiche' sebbene questi parchi siano rientrati tra le Unita' Operative di valorizzazione dei BB.CC. negli anni successivi al 1991 non vi è stato un rifinanziamento.
In Sardegna(il carbone) e Veneto(i fossili) le cose sono andate diversamente e i parchi hanno una buona fruizione turistica.
Nel 2006 in Sicilia con la creazione del REI(Registro Eredita' Immateriali)e col LIM(Luoghi dell'identita' e della memoria)si e' cercato di inserire questi "parchi" tra gli itinerari della "cultura materiale" e del lavoro .Quel poco che si fa di valorizzazione lo fanno le associazioni di volontariato locali o le associazioni ambientaliste(L'Aipa,wwf,Cai,Italia Nostra,Archeolclub,Sicilia Antica,FAI)che hanno capito che la tutela del patrimonio culturale passa anche attraverso la riscoperta del Paesaggio come un grande "Museo diffuso" !
E parlando di volontariato culturale vi aggiorno di alcune iniziative : All'Oratorio della Carita' di S.Pietro,il 22 maggio,in occasione del convegno dell'Accademia Templare e del Comitato dell'Ist. storia del Risorgimento sulla figura dell'eroe nazionale romeno N.Balcescu,i palermitani hanno riscoperto gli affreschi del Borremans da tempo interdetti al pubblico.Il 23 maggio nella Giornata dedicata a Falcone tecnici del Centro reg.le Restauro,del Mibact e volontari dell'Associaz.Carabinieri hanno partecipato all'allestimento della mostra "Fidelis" ovvero dei capolavori ritrovati Dall'arma dei Carabinieri.Infine il 25 maggio all'Universita' popolare di Palermo(Ulite)il prof.Vincenzo Giambanco ha presentato uno studio iconografico-comparativo sull'evoluzione storica del concetto di "vecchiaia" al femminile

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