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IL PRIMO MINISTRO GENTILONI A TUNISI PER DARE UN RUOLO DA PROTAGONISTA ALLA TUNISIA COME PONTE TRA UE E NORDAFRICA



IL PRIMO MINISTRO GENTILONI A TUNISI PER DARE UN RUOLO DA PROTAGONISTA ALLA TUNISIA COME PONTE TRA UE E NORDAFRICA

26/11/2017 12:55:52

TUNISI - "Fare del Mediterraneo non più solo un confine, ma un orizzonte comune per l'Italia e per l'Europa". E' l'obiettivo indicato dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, in un intervento pubblicato su La Stampa in vista della terza edizione del Forum Med "Mediterranean Dialogues", che si terrà a Roma la prossima settimana.
"Negli ultimi anni il bacino del Mediterraneo è, purtroppo,
diventato sempre più un luogo di diffusione di instabilità",
scrive il premier, ma per l'Italia il rapporto con il Mediterraneo è "irrinunciabile" e per questo "tra gli obiettivi prioritari della politica estera italiana in questi ultimi anni c'è, senza dubbio, il tentativo di mettere la questione Mediterraneo al centro dell'agenda politica europea". "Non disponiamo ancora - ammette Gentiloni - di tutte le soluzioni ai problemi che sono sul tappeto, certo, c'è ancora un percorso difficile da completare davanti a noi, ma se situazioni spinose come la crisi libica iniziano finalmente e con fatica a conoscere miglioramenti, se la questione migranti è diventata oggi un tema imprescindibile da affrontare in tutti i vertici europei, è grazie al lavoro che abbiamo cominciato a fare.
Radicalizzazione, conflitti, proliferare dei fenomeni terroristici, barbarie del traffico di esseri umani: sempre di più siamo stati chiamati a fronteggiare minacce e rischi di questo tipo". Il Mediterraneo però non è solo un luogo di instabilità ma anche "bacino di straordinarie opportunità.
Anzitutto opportunità economiche, che l'Italia valorizza sempre più dal Nord Africa al Medio Oriente ai Balcani occidentali. E poi turistiche e culturali". La presidenza dell'Osce che l'Italia eserciterà nel 2018 fornirà, per Gentiloni,
"un'occasione straordinaria per lavorare per una Helsinki del Mediterraneo" e così "porre le basi per il riconoscimento reciproco, per il dialogo interreligioso, per il governo multilaterale delle crisi. Una prospettiva che si fonda,
innanzitutto, su un nuovo rapporto tra Europa e Africa",
sottolinea il premier, che spiega di essere proprio in questi giorni in visita in Tunisia, Angola, Ghana e Costa d'Avorio.

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