Etnomediterranea Libere sponde Mediterranee Italia Libera Civile e Garibaldina

Mission


Mission

L'appello di intellettuali siciliani come Francesco Renda, affinchè si creino ponti culturali tra la Sicilia e il Mediterraneo, appare ben presente nel progetto che qui presentiamo di dar vita a una BIBLIOTECA di STUDI SICULO-SEMITICI, progetto che trova tuttavia origini illustri e lontane.
L'idea infatti di realizzare una Biblioteca "siculo-semitica" ha origine negli studi orientalisti e in Sicilia 'idea si concretizza tra il 1844 e il 1846, per la volontà  e l'impegno di Michele Amari, illustre storico e arabista, uomo del Risorgimento, Ministro della Pubblica Istruzione nei primi anni dell'unità  d'Italia.
Amari, nel tumultuoso periodo in cui avvia le sue ricerche a Parigi per la stesura de la "Storia dei Mussulmani in Sicilia", raccoglie attorno a s੠esuli compatrioti e studiosi di esotismo orientale, con cui avvia un progetto di conoscenza del mondo arabo (e semitico pi๠in generale).
Egli stesso nella prefazione alla prima edizione del volume (1854) non manca di segnalare l'Associazione di quanti partecipano al suo progetto storiografico per la valorizzazione delle testimonianze arabe e orientaliste in Sicilia sulle orme dello studioso illuminista Rosario Gregorio, autore di una prima raccolta di scritti denominati "siculo-cufici" (1790).
Qualche anno dopo prende corpo il progetto di una collana editoriale che raccolga la documentazione sulla presenza araba in Sicilia chiamandola BIBLIOTECA SICULO-ARABA (1880).
Questa esperienza editoriale,da cui trae ispirazione il progetto che qui si presenta, segna un passaggio decisivo nei rapporti culturali tra la Sicilia e il mondo arabo-semitico, poichè pone avvio a un programma di pubblicazioni documentarie che negli intenti dei promotori avrebbe dovuto favorire la realizzazione di un "ponte"culturale tra le due sponde del mediterraneo.
Dopo i primi anni di collaborazione con la Loescher di Torino (1880-86), i rapporti si interrompono e vengono ripresi dalla Brokhaus di Lipsia (1887) che pubblica le "appendici"alla Biblioteca fino al 1889.
Alla morte di Amari nel 1889 , l'eredità  morale e scientifica della "Biblioteca" passa agli allievi Tommasini e Schiaparelli, a cui saranno affidate le sorti della pubblicazione dei materiali e delle epigrafi inedite, oltre  gli appunti per la II a edizione della Storia dei Mussulmani in Sicilia (che tuttavia verrà  pubblicata solo nel 1932 dall'illustre arabista Nallino, dopo la cessazione del contenzioso con la Loescher nel 1912).
Il progetto iniziale dell'Amari era quello di costituire un gruppo omogeneo di studiosi italiani e non che si dedicasse alla storia antica e medievale della Sicilia, con riferimento alla dimensione mediterranea della stessa. La collaborazione con l'archeologo A. Salinas contribuisce a dare agli studi amariani quella caratteristica di "mediterraneità " aperta alle discipline semitistiche (vedere il carteggio Amari-Salinas)
Costituire una "Società " di intelletti piuttosto che una "accademia" di nomi altisonanti (come invece avveniva nel XVIII sec.) appare evidente nelle corrispondenze di Amari scritte agli amici di quel tempo, e in linea con una tendenza anglosassone che vedeva il costituirsi dei Club pi๠per orientamenti e scelte intellettuali che per tesseramento o vita associativa (siamo del periodo aureo del Positivismo).
D'altra parte gli studi storici di Amari incontrano frequentemente la SEMITISTICA, disciplina di studi linguistici che tuttavia allora restava vincolata alle discipline orientaliste, come dimostrano gli interventi al IV congresso internazionale degli Orientalisti svoltosi a Firenze nel 1878. Ai tempi di Amari non esisteva una distinzione specifica tra "arabismo" e "semitismo"o tra "orientalismo"e "Semitismo". Lo stesso archeologo panfenicista Movers, alla fine del XIX sec. non si mosse mai da una prospettiva semitista ovvero da una prospettiva che vedesse culturalmente unitaria la civilizzazione dei Fenicio-Punici, degli Ebrei, dei Siro-aramaici e degli Arabi (come si ਠiniziato a fare dal XX sec.)
.L'idea di costituire un'area di studi "siculo-semitici" nei termini in cui essa si sviluppò a Malta nel 1881 (la famosa XIRKA XEMJA ) fu ipotizzata da Amari solo negli ultimi anni della sua vita, ma restò sempre un "progetto" anche nei suoi allievi pi๠stretti (Tommasini, Schiaparelli e poi anche Nallino) malgrado si sia poi ampiamente diffusa la ricerca nel settore linguistico "semitistico", (tranne che nella parentesi nazionalista-fascista )..
La "scelta" degli studi di semitistica oggi, attraversa materie come la Glottologia, ma anche l'Antropologia Culturale, la Storiografia, la Storia dell'Arte, la Letteratura Comparata e l'Archeologia, Studi molto avanzati sono stati condotti in Israele, in Egitto e Marocco, negli USA, e in Francia (dove appunto Amari si forma culturalmente negli anni dell'esilio). In senso ampio la Semitistica mira essenzialmente a rivalutare l'apporto delle genti semitiche allo sviluppo delle culture. (G.Gsell).
La continuità  ideale del "progetto" Amari di scrivere una storia complessiva delle genti semitiche in Sicilia e valorizzare gli studi di settore, resta un impegno da portare avanti oggi nel quadro pi๠aggiornato del concetto di "semitistica".




Torna indietro


© 2017 Etnomediterranea - Area Riservata